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Le domande che ci fate più spesso.

Tasse, scadenze, fatture e INPS. Tutto quello che avresti sempre voluto chiedere al commercialista, spiegato in massimo tre righe. Cerca la tua domanda qui sotto e togliti il pensiero in pochi secondi.

REQUISITI E LIMITI

(Chi entra e chi esce)

1. Qual è il limite di fatturato annuo per restare nel forfettario?

Il limite massimo è di 85.000€ all’anno. Attenzione però alla regola fondamentale: contano solo i soldi realmente incassati dal 1° gennaio al 31 dicembre (il cosiddetto “principio di cassa”), non le fatture che hai emesso ma che i clienti non ti hanno ancora pagato.

2. Cosa succede se supero gli 85.000€ durante l’anno?

Ci sono due scenari. Se incassi tra 85.001€ e 100.000€, salvi l’anno in corso (resti forfettario) ma dal 1° gennaio successivo passi al regime ordinario. Se invece superi la soglia dei 100.000€, il forfettario salta immediatamente: la fattura che ti fa superare il limite dovrà già avere l’IVA.

3. Posso avere un lavoro dipendente e la Partita IVA forfettaria insieme?

Sì, ma c’è un paletto rigido. Il tuo reddito lordo da lavoro dipendente (la RAL) dell’anno precedente non deve aver superato i 30.000 €. C’è un’eccezione: se il tuo rapporto di lavoro dipendente è cessato (ad esempio per dimissioni o licenziamento), questo limite non si applica.

4. Posso usare il forfettario se ho delle quote in una SRL?

Dipende dal tuo potere decisionale. La legge ti vieta il forfettario se hai il controllo (diretto o indiretto) di una SRL e, contemporaneamente, la società fa affari nello stesso settore della tua Partita IVA. Se invece hai solo una quota di minoranza (senza controllo) in una società che fa tutt’altro, puoi aprire.

5. Posso aprire la P.IVA e fatturare solo al mio ex datore di lavoro?

No, lo Stato vuole evitare le “false Partite IVA”. Non puoi applicare il forfettario se la maggior parte del tuo fatturato (più del 50%) proviene da un datore di lavoro con cui hai avuto un contratto da dipendente negli ultimi due anni.

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TASSE E CALCOLI

(Quanto si paga davvero)

6. Quando si paga il 5% e quando il 15% di tasse?

L’aliquota agevolata del 5% dura per i primi 5 anni, ma spetta solo se apri una vera “nuova attività” (non deve essere la continuazione di un lavoro che facevi prima come dipendente o collaboratore). Dal sesto anno in poi, o se non hai i requisiti di novità, l’imposta passa al 15% per sempre.

7. Cos’è il coefficiente di redditività?

Nel forfettario lo Stato non ti chiede di tenere da parte gli scontrini per calcolare le spese. Assegna invece una percentuale fissa in base al tuo lavoro (il codice ATECO). Se sei un professionista (78%), significa che su 1.000€ incassati, lo Stato stima che 220€ siano spese fisse. Tu pagherai le tasse solo sui restanti 780€.

8. Posso scaricare le spese reali (auto, computer, cene di lavoro)?

No, ed è la regola d’oro del regime forfettario. Non puoi scaricare nessuna spesa reale perché sono già considerate “a forfeit” nel tuo coefficiente di redditività (vedi sopra). C’è una sola grande eccezione: puoi sottrarre al 100% i contributi INPS obbligatori che hai versato durante l’anno.

9. Pagherò le tasse sulle fatture emesse ma non ancora incassate?

Assolutamente no. Il regime forfettario segue il “Principio di Cassa”. Significa che ai fini delle tasse (e del limite degli 85.000€) contano esclusivamente i bonifici o i pagamenti che sono fisicamente arrivati sul tuo conto corrente tra il 1° gennaio e il 31 dicembre.

10. Posso avere le detrazioni per spese mediche o ristrutturazioni?

L’imposta sostitutiva del forfettario (5% o 15%) non ammette le classiche detrazioni IRPEF (spese mediche, familiari a carico, bonus casa). Per non perderle, devi avere altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (ad esempio un lavoro dipendente parallelo o degli affitti).

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INPS E CONTRIBUTI

(Il vero costo della Partita IVA)

11. Qual è la differenza tra Gestione Separata e Artigiani/Commercianti?

Dipende dal tuo lavoro. I liberi professionisti senza un albo (es. grafici, consulenti, copywriter) si iscrivono alla Gestione Separata INPS e pagano i contributi in percentuale solo su quello che guadagnano. Se incassi zero, paghi zero. Chi invece fa attività d’impresa (es. e-commerce, idraulici, artigiani) deve iscriversi in Camera di Commercio e alla gestione Artigiani o Commercianti.

12. È vero che Artigiani e Commercianti pagano l’INPS anche se fatturano zero?

Sì. A differenza della Gestione Separata, la gestione Artigiani e Commercianti prevede il pagamento di contributi fissi minimi obbligatori (intorno ai 4.200€ all’anno), divisi in quattro rate trimestrali. Dovrai pagarli indipendentemente da quanto fatturi, anche se in quell’anno il tuo incasso è pari a zero.

13. Come funziona lo sconto del 35% sull’INPS?

Solo chi applica il regime forfettario ed è iscritto alla gestione Artigiani e Commercianti (non vale per la Gestione Separata) può richiedere una riduzione del 35% su tutti i contributi INPS. Attenzione: lo sconto non è automatico, va richiesto esplicitamente tramite il portale INPS entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento.

14. Se ho già un lavoro da dipendente, devo pagare l’INPS anche sulla P.IVA?

Dipende. Se sei un dipendente full-time e apri una P.IVA come commerciante o artigiano, puoi richiedere l’esenzione totale dall’INPS (perché la tua pensione è già coperta dal datore di lavoro). Se invece sei in Gestione Separata, i contributi si pagano comunque, ma benefici di un’aliquota ridotta (circa il 24% anziché il 26%).

15. I contributi INPS che pago si possono scaricare dalle tasse?

Assolutamente sì. Nel regime forfettario non puoi scaricare le spese di lavoro (computer, auto, ecc.), ma i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno sono l’unica voce deducibile al 100%. Vengono sottratti dal tuo reddito lordo prima di calcolare l’imposta del 5% o 15%, abbattendo di molto le tasse da versare.

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FATTURAZIONE E IVA

(L’operatività quotidiana)

16. Nel regime forfettario devo aggiungere l’IVA in fattura?

Assolutamente no. Il regime forfettario è un regime in “franchigia IVA”. Significa che emetti le tue prestazioni con IVA allo 0%. Questo ti dà un enorme vantaggio competitivo sul mercato, specialmente se lavori con clienti privati (B2C), perché il tuo prezzo finale sarà nettamente più basso rispetto a chi è in regime ordinario.

17. Sono obbligato a emettere la fattura elettronica?

Sì, l’obbligo è totale. Tutti i professionisti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica in formato XML (usando un software o il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate), indipendentemente da quanto fatturano. I vecchi PDF creati su Word o Excel non hanno più alcun valore fiscale.

18. Quando è obbligatoria la marca da bollo da 2€?

Il bollo è obbligatorio su tutte le fatture (senza IVA) che hanno un importo superiore a 77,47€. Poiché emetti fatture elettroniche, il bollo è virtuale: ti basterà spuntare un’apposita casella nel tuo software di fatturazione. I bolli accumulati si pagano poi in blocco, ogni trimestre, tramite modello F24.

19. Chi deve pagare la marca da bollo: io o il cliente?

L’obbligo di pagamento verso lo Stato è sempre tuo. Tuttavia, puoi scegliere di “ribaltare” il costo sul cliente aggiungendo la voce da 2€ in fattura. Attenzione però: se addebiti il bollo al cliente, quei 2€ vengono considerati ricavo, ci pagherai sopra le tasse e concorreranno al raggiungimento della soglia degli 85.000€.

20. Quali diciture di legge devo scrivere obbligatoriamente in fattura?

Essendo esonerato dall’IVA e dalla ritenuta d’acconto, la legge impone di inserire riferimenti normativi specifici. La dicitura fondamentale da non dimenticare mai è: “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto…”.

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SCADENZE FISCALI

(Il Calendario)

21. Quali sono le date esatte in cui devo pagare le tasse?

L’appuntamento con il Fisco ha due finestre principali. In estate (solitamente il 30 giugno, con possibilità di slittare a luglio con una micro-maggiorazione) si paga il Saldo dell’anno precedente e il Primo Acconto. In autunno (il 30 novembre) c’è la scadenza secca per versare il Secondo Acconto.

22. Cos’è il meccanismo del “Saldo e Acconto” e perché fa paura?

Il primo anno di apertura della P.IVA non paghi tasse. Il secondo anno, però, arriva il conto doppio: a giugno dovrai pagare il saldo totale dell’anno precedente, e in più un acconto (anticipo) sulle tasse dell’anno in corso. È per questo che il secondo anno è il più “pesante” e richiede molta accortezza nel mettere da parte i soldi.

23. Quando scadono i contributi INPS?

Se sei in Gestione Separata, le scadenze INPS seguono esattamente quelle delle tasse (giugno e novembre). Se invece sei iscritto come Artigiano o Commerciante, devi pagare i contributi fissi minimi in 4 rate fisse annuali: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo.

24. Quando va presentata la Dichiarazione dei Redditi?

I forfettari compilano il Modello Redditi PF (Persone Fisiche). La scadenza per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate è fissata al 31 ottobre di ogni anno (salvo proroghe governative). Ricorda che non devi portare scatole di scontrini al commercialista, ma solo il totale delle fatture incassate l’anno prima.

25. Quando si paga l’imposta di bollo virtuale delle fatture?

Le famose marche da 2€ (obbligatorie sulle fatture oltre i 77,47€) si pagano in blocco ogni trimestre tramite modello F24. Le scadenze di legge sono: 31 maggio (1° trimestre), 30 settembre (2° trimestre), 30 novembre (3° trimestre) e fine febbraio dell’anno successivo per l’ultimo trimestre.

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SPESE, COLLABORATORI E CASI SPECIALI

(Cosa si può e non si può fare)

26. Posso assumere dipendenti se sono in regime forfettario?

Sì, la legge lo permette. Puoi assumere personale dipendente o avvalerti di collaboratori (anche a progetto), ma c’è un limite di spesa molto rigido: non puoi superare i 20.000€ lordi all’anno per il personale. Se sfori questa soglia, perdi il regime forfettario a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo.

27. Posso scaricare l’acquisto dell’auto, del PC o del telefono aziendale?

No, in nessun caso. Nel forfettario i costi reali non si scaricano mai (l’unica eccezione sono i contributi INPS versati). Lo Stato applica già una deduzione “forfettaria” automatica tramite il tuo coefficiente di redditività ATECO. Anche se compri un’auto da 30.000€ per lavoro, pagherai le stesse tasse di chi non ha comprato nulla.

28. Come funzionano le spese di trasferta (vitto e alloggio) rimborsate dal cliente?

Fai molta attenzione a questo dettaglio: se anticipi le spese per un viaggio e le inserisci nella tua fattura per farti rimborsare dal cliente, quelle spese fanno reddito a tutti gli effetti. Significa che pagherai le tasse anche su quei soldi (esattamente come se fosse compenso) e concorreranno al riempimento della soglia degli 85.000€.

29. Posso aprire uno studio associato o fare società con altri colleghi?

Assolutamente no. Il regime forfettario è un’agevolazione strettamente individuale. Non puoi partecipare a studi associati, associazioni professionali o imprese familiari. Se entri a far parte di uno studio associato, diventi automaticamente incompatibile e perdi il diritto al regime al 5% o 15%.

30. Sono soggetto agli ISA (ex Studi di Settore) o agli indici di affidabilità?

Questo è uno dei più grandi vantaggi burocratici del forfettario: non sei soggetto agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale). Sei completamente esonerato da queste “pagelle” statali e dai relativi controlli statistici sui tuoi ricavi. Devi solo preoccuparti di emettere le tue fatture e non superare il limite annuo.

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